EDITORIALE

Costituzione ed etica

La creatività spontanea ed ingegnosa, che ha fatto la storia del design e dell'industria italiani e che ha permesso ad alcuni marchi nazionali di essere annoverati nel "gotha" dei più rinomati al mondo per valore percepito, qualità e identificazione di stile di vita, è sempre stata associata ad un'idea di oggettiva bellezza del prodotto che trae origine dal contesto culturale ed artistico, oltre che tecnico, all'interno del quale l'idea stessa è stata concepita, progettata e realizzata.

Creatività e bellezza, dunque, sono la risultante di uno "stato di grazia" dell'animo umano arricchito da quei valori culturali ed etici, che, uniti alla scienza ed alla tecnica, hanno consentito le più alte manifestazioni del "genio italico".

La visione creativa, la qualità, l'eccellenza di prodotto e l'armonia delle forme rappresentano l'espressione dei fattori culturali che hanno permesso alle nostre imprese, oltre a creare lavoro e ricchezza, anche di offrire un'esperienza di fruizione dell'utile e del bello in tutte le forme, contribuendo a rafforzare il senso dell'estetica che origina dalla conoscenza della nostra storia e delle nostre opere d'arte.

Accanto ai fattori culturali di "educazione al bello", che si accompagnano necessariamente alla capacità di indignarsi di fronte al suo sfregio, viaggiano di pari passo i fattori etici, intesi sotto quattro aspetti:
1) Etica della TRADIZIONE, intesa come conoscenza profonda delle nostre radici culturali, storiche e religiose alle quali attingere per la formazione critica delle personalità e delle professionalità individuali e collettive;
2) Etica del LAVORO, intesa come perseverante dedizione, anche qui personale e collettiva, alla crescita ed al giusto benessere della società, unita alla consapevolezza di tutti, politici ed imprenditori in primis, per il proprio ruolo sociale;
3) Etica del MERITO, intesa come linfa di stimolo e premio della perseveranza;
4) Etica dell'AZIONE, intesa come sacrificio volto al rafforzamento e, ahimè, anche alla ricostruzione del senso della dignità, della giustizia, del sacro e dei valori tradizionali della nostra civiltà occidentale, ormai preda della volgarità, del cattivo gusto, degli opportunisti senza scrupoli e di quanti, in ogni campo, agiscono come il Marchese del Grillo, che affermava: "Io so' io e voi nun siete un c...".

Sono questi i fondamenti culturali ed etici che non intendiamo tradire. Buon lavoro.

Giovanni Tabasso